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Avatar di Caterina Molinelli

Grazie mille per questo articolo.

Mi piace pensare che «permetterci di avere, finalmente, un corpo che non debba dimostrare nulla» non sia soltanto un compito del femminismo, ma soprattutto della società. Di una società che deve cambiare.

Perché forse è proprio questo il punto: riuscire a guardare il corpo di una donna per quello che è — un corpo che vive, cambia, invecchia, a volte genera vita — senza che debba continuamente dimostrare di essere ancora e sempre desiderabile. Temo che la società avrà sempre bisogno di controllare questa narrazione.

Ma vivo per vedere il giorno in cui smetteremo di leggere “come è invecchiata bene” o “ha perso subito i chili della gravidanza” e cominceremo ad associare il valore di una donna alla sua professionalità, al suo pensiero critico o, banalmente, al suo essere umana, anziché al suo essere oggetto del desiderio.

Spero che quel giorno arriverà.

Avatar di Manuela

Purtroppo gli interventi di Cristina Fogazzi si sentono in disordine, non si riesce a sentirli dal primo all'ultimo

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